La crescita a due cifre

10.10.2014 15:12

Nella top ten per fatturato solo la Cina ha fatto meglio Oggi a Milano nuovo mega store in piazza Duomo

«Mi piace vivere e lavorare in Italia: avete le migliori problem solving skills che io abbia mai visto, qui nessuno mi ha mai risposto "sorry, non si può fare". Per H&M questo mercato è strategico e pensiamo che continuerà a influenzare positivamente la crescita del gruppo per molti anni». 

È una doccia calda di ottimismo, potremmo dire, quella che viene dalle parole di Dan Nordstrom, country manager di H&M Italia, alla vigilia dell'apertura del gigantesco negozio in piazza Duomo, a Milano, il 125° punto vendita della catena svedese nel nostro Paese e il terzo più grande, con i suoi 2.385 metri quadrati, dopo Napoli e Roma. È l'ottimismo di uno svedese innamorato dell'Italia, basato però su solidissimi numeri.

Nei primi 9 mesi del 2014 i ricavi H&M sono saliti del 15% a quasi 127 miliardi di corone svedesi (13,6 miliardi di euro). L'Italia come è andata?

Benissimo: H&M è presente in 55 Paesi, l'Italia è l'ottavo più importante per fatturato dopo Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Svezia, Cina e Olanda. Nei primi nove mesi i ricavi sono arrivati a 4,994 miliardi di corone (537,5 milioni di euro), in crescita del 27% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nella top ten dei mercati solo la Cina, che per H&M è il sesto Paese, ha fatto meglio, ma di poco: i ricavi sono saliti del 29% a 6,244 miliardi di corone.

Oltre alla rete di negozi, in Italia avete anche l'e-commerce. Come sta andando?

L'Italia è uno dei 13 Paesi in cui offriamo lo shopping online, gli altri sono Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Olanda, Germania, Austria, Regno Unito, Usa, Francia, Spagna e Cina. Siamo partiti in agosto, ma siamo molto soddisfatti, le vendite crescono a due cifre e pensiamo ci sia grande potenzialità: in questo Paese l'e-commerce si è diffuso più tardi rispetto al Nord Europa, ora però sta prendendo piede molto in fretta, anche grazie al miglioramento dei servizi postali e dei vari corrieri.

Il flagshipstore del Duomo è sicuramente un traguardo importante, ma pensate di aprire altri negozi nel 2015?

L'obiettivo di gruppo è di aumentare il numero di negozi nel mondo, che oggi sono oltre 3.400, del 10-15% ogni anno e allo stesso tempo di crescere a perimetro costante. In Italia cerchiamo location sia nei centri commerciali sia nelle città e anche nel 2015 coglieremo tutte le opportunità che si presenteranno, per l'insegna H&M, ma anche per le altre del gruppo già presenti in Italia: & Other Stories e Cos. Nei negozi abbiamo clienti stranieri, ma la maggior parte degli acquisti sono fatti da italiani. 

Il negozio di piazza Duomo è disposto su 4 piani e sarà aperto dalle 10 alle 21,30 tutti i giorni. Quante persone vi lavoreranno?

Più di 200, ma nelle prime settimane saranno molte di più. Facciamo sempre così quando apriamo negozi tanto grandi e strategici, per offrire il servizio migliore e aiutare a orientarsi nell'offerta, che ovviamente comprende tutte le collezioni donna, uomo e bambino.

Si dice sempre che in Italia ci sono troppe difficoltà burocratiche. La sua esperienza cosa le ha insegnato?

Per quanto riguarda il negozio del Duomo, posso dirle che aprire uno spazio così è difficile in qualsiasi Paese, sia per la grandezza sia per il fatto che si trova in un centro storico, dove esistono vincoli architettonici e logistici. Mettiamo sempre in conto che ci possano essere ritardi e imprevisti di ogni genere e qualcuno c'è stato. Ma l'obiettivo di aprire in tempo per Natale è raggiunto e comunque, in Italia, si trova sempre una soluzione ai problemi: siete creativi in tutto, non solo nella moda.

Avete appena organizzato una sfilata a New York per la collezione disegnata da Alexander Wang e in marzo sarete in passerella a Parigi. E Milano?

Questa città è sicuramente la capitale della moda italiana: la capsule di Wang in piazza San Babila è andata esaurita in due ore. La vostra fashion week è una delle più importanti al mondo, ma per ora non abbiamo piani di sfilare qui con le collezioni donna. Mai dire mai, però.